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Rai per una notte. E poi ?

L’evento mediatico di questi giorni è stato sicuramente “Raiperunanotte”, la trasmissione-evento dal PalaDozza di Bologna di Michele Santoro con Travaglio, Iacona, Floris, il Trio Medusa, Vauro, Gabanelli, Luttazzi, Lerner, Elio, Benigni, organizzata e trasmessa su TV locali e (soprattutto) via web per dare una sorta di risposta collettiva all’ennesimo “editto bulgaro” di Berlusconi.

Contraddicendo (solo in parte) il titolo di questo blog, me la sono vista via web, seguendo e partecipando ai commenti online su twitter e friendfeed.

L’evento (“crossmediale” e “causa di un sisma mediatico”, come è stato definito), era, a mio avviso, di fatto un mix fra una puntata di AnnoZero, Ballarò, e dell’Infedele, solo proiettata su TV satellitari e in streaming. Ergo TV a tutti gli effetti, ma su un canale di fruizione diverso.

Un modello standard di TV perché non ha tenuto conto, nei fatti, che il pubblico via web (che ha toccato punte da oltre un milione di contatti, con una media di 2 messaggi al secondo su Twitter per tutta la durata della trasmissione) è abituato a interagire in tempo reale (per rendervi conto di quale sia stata la risposta dei social media alla trasmissione, potete guardare qui). L’opportunità di mediare questa interazione con l’evento in sé (portandola, appunto, dentro l’evento) avrebbe potuto differenziare seriamente Raiperunanotte da tutto ciò che è venuto prima, portando in primo piano non gli ospiti ufficiali in scaletta, ma bensì la presenza attiva e la voce delle persone che hanno ritenuto di voler partecipare, seguendo le quasi 3 ore di trasmissione.

Riguardo ai contenuti, per quanto gli interventi mi siano piaciuti molto (a meno di alcuni, es. Morgan e Venditti di cui si poteva tranquillamente fare a meno, o Benigni, che ormai interpreta ripetitivamente se stesso da tempo immemorabile), sono abbastanza d’accordo con quel che scrive Aldo Grasso sul “Corriere della Sera”:

“Quando Luttazzi conclude il suo monologo ricordando che «odiare i mascalzoni è cosa nobile » non fa un enorme regalo elettorale a Berlusconi? Fomentare l’odio, alla vigilia delle elezioni, non è un atto di irresponsabilità? Se oggi la maggioranza reagirà pesantemente sarà inutile nascondersi dietro la retorica della libertà d’espressione o della rivoluzione. La politica è effetto di scena e la censura il peggiore dei suoi effetti, un indice di stupidità, ma spesso il rumore delle piazze, delle adunate, degli applausi ottunde le menti e copre i pensieri.”

Sui contenuti menzione speciale a Monicelli, al Trio Medusa, a Crozza, e alle incredibili vignette di Vauro 🙂

Infine la partecipazione, intensa, accorata, commossa, delle persone: a prescindere dai numeri, comunque significativi per un evento del genere, è stata bella, davvero,  e ha creato un’empatia particolare fra una moltitudine di singoli individui (me incluso) a cui, in questo momento, guardando ciò che accade e confrontandolo con i loro princìpi e le loro opinioni, sembra di vedere il tutto attraverso un vetro deformante, e a cui sembra di essere terribilmente soli.

Voglio sperare che questa empatia, che è stata qualcosa di forte, e unico, non scompaia quando si spegne il computer (come troppo spesso accade), ma si rafforzi almeno fino a domenica prossima, materializzandosi nel voto, che è l’unico strumento che abbiamo per sperare di togliere, almeno in parte,  questo vetro deformante.

(Qualche link di approfondimento, in ordine sparso):

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